1473
E‘ una delle più antiche dimore private abitate con continuità della città di Palermo.
Edificato intorno al 1473 dalla prestigiosa famiglia di origine catalana dei Termine principi di Baucina, il palazzo è il risultato di sei secoli di storia dell’arte e presenta numerose stratificazioni architettoniche e decorative.
L'alta torre merlata, una delle meglio conservate della città, svetta imperiosa a coronamento della facciata.


1748
La famiglia genovese dei Marassi duchi di Pietratagliata acquisisce il palazzo e intraprende consistenti opere di ammodernamento e di adeguamento ai mutati gusti e alle esigenze del tempo.
1762
I Marassi di Pietratagliata danno incarico alfamoso pittore Vito D’Anna di affrescare le volte dei saloni con scene allegoriche che celebrano le virtù e la gloria della famiglia.
Al centro del soffitto della grande sala da ballo viene collocato un enorme lampadario di Murano del XVIII sec. a 100 luci (m 2.75 x 2.75), considerato il più grande conosciuto del suo genere.


Luigi Alliata di Villafranca
1810
L'ultima erede dei Marassi, Maria Cirilla, sposa Luigi Alliata di Villafranca portandogli in dote il palazzo e il titolo di Duca di Pietratagliata. Da quel momento la residenza entra nell’orbita di una delle più illustri e prestigiose famiglie siciliane, gli Alliata di Pietratagliata.
1908
Genesi e sviluppo del cantiere di restauro, promosso dalla Duchessa Carolina Alliata di Pietratagliata nata Notarbartolo di Sciara e successivamente dal figlio Fabrizio Alliata Duca di Pietratagliata, direttodagli architetti Ernesto Basile e Francesco Paolo Palazzotto.
Carolina Alliata Duchessa di Pietratagliata


Fabrizio Alliata Duca di Pietratagliata

1928
Nel maggio 1928 vengono intrapresi importanti interventi sulla facciata, restituendola alla sua immagine originaria di gusto medievale.
Viene riaperta la grande finestra angolare (la sola parte vitrea è alta 4,35 m) che era stata chiusa a metà del '600 in seguito a un terremoto.

1946
Il Duca Fabrizio Alliata di Pietratagliata completa i lavori del raffinato salone delle armi, straordinario esempio di neogotico in Sicilia e il figlio, Principe Pierluigi Alliata Duca di Pietratagliata, porta a compimento quanto iniziato dal padre.


Principe Pierluigi Alliata Duca di Pietratagliata

1977
Gli attuali proprietari, Biagio Licata Principe di Baucina e sua moglie Principessa Signoretta Alliata dei duchi di Pietratagliata sono gli eredi diretti delle due famiglie proprietarie e committenti. Con il loro matrimonio si è realizzato uno straordinario caso di continuità abitativa in una dimora storica privata, che attraversa sei secoli e ventisei generazioni.

anni '80
Il Palazzo Alliata di Pietratagliata è oggetto di un nuovo importante restauro. L’intervento riguarda il meticoloso recupero dei saloni, riportando alla luce gli antichi splendori degli affreschi, delle decorazioni e degli arredi storici.


2020
Questo intervento, eseguito con tecniche di avanguardia, si concentra sul restauro delle facciate e della corte interna, con l'accurata pulitura e il consolidamento delle superfici, ma anche sul recupero degli elementi architettonici interni e la valorizzazione di dettagli decorativi che ne ridefiniscono l’eleganza storica.
L'intervento ha ricevuto importanti riconoscimenti accademici, con una conferenza svoltasi nell'Aula Magna della Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo e una pubblicazione dedicata dall'Assessorato dei beni culturali della Regione Siciliana.

Intorno alla seconda metà del Quattrocento Antonio Termine, potente aristocratico, pretore di Palermo e giudice della Gran Corte, fissa la sua dimora in via Bandiera, promovendo l’edificazione di un imponente palazzo merlato con alta torre. L’abitazione del pretore diviene presto un punto di riferimento per il popolo palermitano; addirittura la presenza delle bandiere che spiccavano sulla torre, per secoli una delle più alte della città, diede l’attuale nome alla strada che sin dal Medioevo è uno degli assi viari fondamentali per la circolazione cittadina.
Nel 1748 il prestigioso palazzo gotico è venduto dai Termine principi di Baucina ai Marassi duchi di Pietratagliata che decidono dapprima di restauralo e ampliarlo (affidando l’incarico al noto architetto del senato palermitano Francesco Ferrigno) e successivamente, nel 1762, di aggiornarlo stilisticamente secondo le moda del tempo (commissionando un significativo intervento decorativo a Giovanni Del Frago, architetto di spicco del Rococò palermitano, e al più importante pittore del Settecento in Sicilia, Vito D’Anna, per eseguire gli affreschi dei soffitti).
Nel 1808 a causa dell’improvvisa scomparsa dell’ultimo Marassi, il palazzo viene ereditato dalla sua unica figlia Maria Cirilla che lo porta in dote, assieme al titolo ducale, al marito Luigi Alliata, terzogenito del principe di Villafranca.
A Fabrizio Alliata duca di Pietratagliata, suo discendente, si deve l’intervento di gusto neogotico dei primi decenni del Novecento che, oltre a interessare le facciate esterne liberate dai balconi d’epoca barocca, ha donato ad alcuni ambienti del palazzo l’attuale elegante decorazione neo medievalista. Altri importanti personaggi della cultura artistica siciliana sono i protagonisti di questo ultimo intervento tra i quali spiccano i tre architetti Ernesto Basile (protagonista incontrastato del Modernismo italiano autore del palazzo del parlamento di Montecitorio), Francesco Paolo Palazzotto (erede della più prestigiosa dinastia di architetti a Palermo) e Francesco Valenti (sovrintendente ai monumenti di Palermo fra le due grandi guerre). L’avvicendarsi di tre famiglie di committenti (Termine, Marassi e Alliata) ha permesso la realizzazione di uno dei più importanti monumenti palermitani nell’ambito dell’architettura civile, attraverso il quale è possibile conoscere gran parte della storia dell’arte siciliana. Molti stili, quali il Tardo Gotico, il Barocco, il Rococò, il Neoclassicismo e il Neo Gotico, sono presenti nel palazzo dove è possibile percepire l’emozionate esperienza di vivere la storia attraverso numerose epoche, come in una macchina del tempo.
L’imponenza e la severità della facciata principale, superato il grande portale, è mitigata dal cortile interno reso lussureggiante da una vegetazione che ricopre le pareti nelle quali spiccano bifore, monofore e oculi di gusto gotico fiammeggiante.
Raggiunto il piano nobile si è accolti in una sala d’ingresso calda e accogliente abbellita da una decorazione lignea dove spicca una scenografica scala, il tutto stilisticamente coerente con il cortile. Da questo ambiente si accede al grande salone quattrocentesco straordinario esempio di gusto neogotico di stampo leduchiano. Proseguendo si passa dal Quattrocento al Settecento introducendosi nel primo dei tre ambienti marcatamente rococò che ci accoglie in un tripudio di stucchi, dorature e affreschi, tutti opera di Vito D’Anna (1760). Nel grande salone da ballo si trova uno straordinario lampadario di Murano Cà Rezzonico (‘700) a 99 braccia che è il più grande d’Europa che fa da prezioso ornamento ad una magnifica volta affrescata da Vito D’Anna e ad un pregevole pavimento settecentesco di maiolica napoletana.
Per una curiosa coincidenza, Biagio Licata principe di Baucina, discendente della famiglia Termine che edificò il palazzo, ha sposato la principessa Signoretta Alliata proprietaria del bene ereditato in linea diretta dagli Alliata Marassi di Pietratagliata.
Grazie a questo matrimonio il palazzo non ha mai cambiato proprietario rimanendo per sei secoli nella stessa famiglia.
Gli attuali proprietari, Biagio e Signoretta Principi di Baucina abitano nel palazzo assieme ai due figli Antonio e Maria Amalia, e con grande passione e meticolosa dedizione hanno restituito alla dimora il fasto perpetrato nei secoli.
Da sempre il palazzo ha accolto ospiti illustri. Tra gli ultimi: S.M. la regina di Olanda, il premio nobel professore Modigliani, il maestro Riccardo Muti e numerose personalità di spicco della comunità internazionale
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